Tariffe consigliate da Federconsumatori? Un’altra truffa del telemarketing

Tariffe consigliate da Federconsumatori? Un’altra truffa del telemarketing
Tariffe consigliate da Federconsumatori? Un’altra truffa del telemarketing

Un’altra truffa del telemarketing. Una delle più subdole, perché sfrutta la fiducia delle persone nei confronti delle associazioni di consumatori. Alcuni operatori dei call center stanno proponendo tariffe telefoniche a loro dire molto convenienti perché consigliate dalle associazioni nel quadro di una attività promossa proprio da loro. L’obiettivo è quello di dare più credibilità a un normalissimo piano tariffario, dandogli una verniciata di affidabilità con i nomi di alcune realtà molto note tra i cittadini come Federconsumatori. 

Se, infatti, a volte il riferimento è generico, altre invece viene espressamente citata Federconsumatori, che ha denunciato questa pratica ribadendo che non c’è nulla di vero: “Non abbiamo mai consigliato alcun operatore telefonico, né potremmo mai farlo per legge” fanno sapere al telefono dall’associazione. “Il nostro unico interesse è la tutela dei cittadini e proprio per mantenere tale neutralità – ha spiegato Federconsumatori in una nota – evitiamo di valutare la convenienza delle diverse tariffe nonché di indirizzare le scelte degli utenti verso un determinato gestore”.

Il trucco degli operatori del call center è già noto. Alcuni mesi fa era stata messa in mezzo l’Unione nazionale consumatori (Unc). In quel caso la truffa si svolgeva nell’arco di due telefonate. Nella prima l’addetto al call center si fingeva l’operatore telefonico della vittima e annunciava imminenti rincari, annunciando che, in caso di rifiuto delle nuove condizioni, il cliente sarebbe stato chiamato da un consulente dell’Unc il quale avrebbe illustrato le tariffe migliori sul mercato. In realtà Unc non c’entrava nulla e la seconda chiamata – effettuata dalla stessa società – aveva il solo scopo di far cambiare gestore al cliente con l’inganno. Le truffe vengono perpetrate da società che lavorano per conto delle società telefoniche. Nella maggioranza dei casi gli operatori non sono al corrente delle pratiche truffaldine messe in atto da questi intermediari.

Per risolvere alla radice la piaga del telemarketing il registro delle opposizioni non è bastato. Oltre al fatto che può aderire solo chi è inserito negli elenchi telefonici pubblici, anche in quel caso le società cui abbiamo fornito un consenso a essere contattati (ad esempio stipulando un contratto o ordinando della merce) saranno libere di telefonare quando vorranno.

La legge 5/2018 prevede che il registro venga esteso anche ai numeri di cellulare e, soprattutto, che dopo l’adesione vengano azzerati tutti i consensi forniti in precedenza. Ma per gran parte quella legge è ancora lettera morta. Mancano, infatti, i decreti attuativi.