Telecom I.: jv con Canal+ frena pace Vivendi-Mediaset (Sole)

Lo stop alla joint venture Telecom I.-Canal plus rischia di avere serie conseguenze sul negoziato tra Vivendi e Mediaset per chiudere il contenzioso su Premium.

E’ quanto scrive oggi il Sole 24 Ore, spiegando che sono serviti 6 mesi per arrivare a definire un accordo tra le parti, che si è arenato sullo scoglio delle contestazioni di sindaci, minoranze e Consob.

Secondo il quotidiano, l’operazione difficilmente potrà chiudersi nel giro di un mese e spetterà ora ai consiglieri indipendenti di Telecom – 5 indicati da Vivendi e 5 dai fondi – esprimere un parere vincolante sulla bontà dell’iniziativa. I tempi sembrano essere sfuggiti di mano a Vivendi, e lo stesso direttore generale di Canal Plus, Maxime Saada, ha affermato che il processo della costituzione della joint venture sta “prendendo un pò più di tempo” del previsto.

Le chance che la questione si risolva prima del 27 febbraio, quando ci sarà l’udienza per la causa civile che Mediaset ha intentato contro Vivendi per il mancato rispetto del contratto su Premium, sono quindi poche. Per Mediaset il piano A è il rispetto del contratto firmato l’8 aprile 2016, che prevedeva il passaggio della pay-tv sotto le insegne francesi e uno scambio azionario reciproco del 3,5% tra i due gruppi.

Il piano A-bis, prosegue il Sole 24 Ore, è la richiesta di risarcimento per 1,5 miliardi. Il piano B è appunto quello che si stava negoziando e che si sarebbe concluso se non fosse insorto l’intoppo sui tempi. Telecom avrebbe comprato contenuti per 460 milioni in sei anni, da girare poi alla joint con Canal Plus, quest’ultima avrebbe venduto poco meno della metà del suo 40% a Mediaset garantendone la possibilità di uscita a prezzi più elevati. In parallelo Mediaset e Fininvest avrebbero rilevato fino al 10% della quota di Vivendi nel Biscione.

Se si arriverà all’udienza senza un accordo, ci saranno 80 giorni di tempo per lo scambio delle memorie, quindi verrà fissata la successiva udienza per nominare un perito, avviare la fase istruttoria e arrivare a sentenza. Sempre possibile in un processo civile fermare l’iter con una transazione, ma i tempi si allungherebbero inevitabilmente.

Il 18 aprile, inoltre, scade il termine fissato dall’Agcom per risolvere la questione della doppia presenza di Vivendi nel capitale di Telecom e di Mediaset. Vivendi non ha ancora costituito il blind trust a cui conferire la quota nel Biscione in eccesso al 10% consentito. Se le parti non dovessero raggiungere un accordo potrebbe riaprirsi un nuovo fronte con l’Agcom, che ha già comunicato di volere soluzioni strutturali, il che significherebbe l’alienazione della partecipazione vietata (il 20% di Mediaset).

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