Turismo: Istat; -8,4% vacanze in 2019, -12% viaggi lavoro


Nel 2019, le vacanze diminuiscono dell’8,4% e i viaggi di lavoro che nel 2018 avevano mostrato una crescita dopo dieci anni di andamento negativo, continuano a ridursi (-12%). Il decremento è maggiore per le vacanze brevi (-13% rispetto al 2018) mentre è meno consistente per le vacanze lunghe (-4%), che si mantengono oltre i 35 milioni.

Lo rileva l’Istat spiegando che nel 2019, i viaggi dei residenti in Italia sono 71,883 milioni (411,155 milioni di pernottamenti) con una flessione sull’anno precedente che interrompe la ripresa iniziata nel 2016: in calo sia le vacanze (-8,4%) sia i viaggi di lavoro (-12%). In estate, il 37,8% della popolazione fa almeno una vacanza. Il 76,2% dei viaggi ha come destinazione una località italiana (-12,8% sul 2018), il 23,8% è diretto all’estero. I viaggi per motivi di vacanza sono circa l’89% del totale, quelli per motivi di lavoro circa l’11%.

Il 93,4% dei pernottamenti è dedicato alle vacanze (6,6% ai viaggi di lavoro). Il 49% dei viaggi e il 79,6% delle notti trascorse in viaggio riguardano vacanze “lunghe” (4 o più notti). La domanda di turismo dei residenti diminuisce (-8,8% rispetto al 2018), dopo la rilevante crescita dell’anno precedente. La tendenza positiva, rappresentata nel triennio 2016-2018 da un incremento rispetto al 2015 di circa 21 milioni di viaggi e 91 milioni di notti, subisce così un parziale arretramento, ma il numero di viaggi e di notti rimane ancora sopra i livelli registrati nel 2017.

I pernottamenti subiscono un calo (circa il 5%) più accentuato per i viaggi di lavoro (-24%) i cui pernottamenti si attestano sui 26,9 milioni, contro i 35,5 milioni del 2018. Diminuiscono anche le notti trascorse in vacanza (-3,4%), trainate al ribasso dal calo di quelle per vacanze brevi (-10,4%) mentre i pernottamenti per vacanza lunga si mantengono sostanzialmente stabili. Di contro aumenta leggermente la durata media dei viaggi che si attesta a 5,7 notti, (6 per le vacanze). La durata media dei viaggi di lavoro scende invece a 3,5 notti (erano 4 nel 2018).

Le vacanze lunghe continuano a prevalere (54,9% delle vacanze) su quelle brevi (45,1%), la maggior parte ha una durata compresa tra 4 e 7 notti (57,4%). Tra i viaggi di lavoro, si confermano prevalenti (17,0%) quelli svolti per partecipare a riunioni d’affari, pur diminuendo di circa il 26% rispetto al 2018. Il 16,4% dei viaggi di lavoro è dedicato a congressi, convegni o ad altri eventi, il 12,5% alle attività di rappresentanza, vendita, installazione o simili e il 10,7% alle missioni di lavoro. Nel 2019, queste quattro motivazioni spiegano oltre la metà dei viaggi per motivi professionali.

I viaggi diminuiscono rispetto al 2018 soprattutto nella prima metà dell’anno, -16,4% nel trimestre invernale (-22,6% in termini di notti) e -10,2% in quello primaverile (-6,2% di notti). Le vacanze brevi, che nel 1* trimestre del 2019 risultano piuttosto stabili rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente, diminuiscono nel 2* e nel 3* trimestre di circa il 23% (-20% circa in termini di notti) mentre aumentano leggermente tra ottobre e dicembre (+5,0% i viaggi, +10% le notti).

Per le vacanze lunghe, invece, il 2019 inizia con un calo nel 1* trimestre (-29,0% di viaggi e notti rispetto a gennaio-marzo 2018) mentre nel 2* e nel 3* si attestano su valori simili a quelli dell’anno precedente in termini di viaggi e notti, in linea quindi con la ripresa osservata nel 2018. Tra ottobre e dicembre subiscono nuovamente una diminuzione, più consistente in termini di viaggi (-15,8%) che di notti (-5,3%), con il conseguente aumento della durata media (da 7,6 a 8,6 notti). Negli altri trimestri dell’anno, la durata media delle vacanze lunghe è sostanzialmente invariata rispetto agli stessi periodi del 2018 e si attesta a 10,3 notti in estate.

Nel 2019, il 76,2% dei viaggi ha come destinazione una località italiana (-12,8% rispetto al 2018). Il Nord rimane l’area del Paese con più potere attrattivo (36,6% dei viaggi) sia per le vacanze, soprattutto se brevi (44,9%), sia per i viaggi di lavoro (39,5%). Il Mezzogiorno continua a registrare quote più elevate del Centro per le vacanze lunghe (27,1% contro 11,6%) e meno consistenti per le brevi (15,0% contro 27,1%) e per i viaggi di lavoro (15,2% contro 19,8%). I soggiorni all’estero (23,8%) sono in lieve crescita (+6,9%), in gran parte dovuta all’incremento degli spostamenti della componente straniera residente verso i luoghi di origine (+26,4%), prevalentemente per far visita a parenti e amici.

Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia e Veneto si confermano le cinque regioni italiane più visitate, a cui quest’anno si aggiunge il Trentino Alto-Adige. Queste sei regioni accolgono complessivamente il 52,7% dei viaggi interni, con quote che variano tra il 6,7% del Trentino Alto-Adige e il 10,7% della Toscana, che continua a essere la meta privilegiata per le vacanze nell’anno (11,2%), soprattutto se brevi (14,9%). Per lavoro si continua a viaggiare di più verso Lombardia e Lazio, dove si concentra complessivamente oltre il 40% dei viaggi d’affari in Italia.

Per il 2* anno consecutivo, la Puglia (11%) è la regione più frequentata in occasione delle vacanze lunghe, specialmente durante il trimestre estivo (12,7%) e quello primaverile (11,9%), quando è seconda solo alla Toscana (12,2%). Il Trentino Alto-Adige è sempre la destinazione preferita per le vacanze lunghe in inverno (29,5%) e distacca notevolmente la seconda e la terza classificate, Lazio (15,6%) e Lombardia (10,7%) che ritroviamo al secondo posto in autunno, subito dopo il Veneto (rispettivamente 13,4% e 14,9%). In primavera, in cima alla graduatoria si posiziona la Toscana anche per i soggiorni lunghi (12,2%).

Nel 2019, diminuisce il numero di residenti che hanno effettuato almeno un viaggio, in media, in un trimestre (-5,7%), passando dal 26% del 2018 al 24,5%. I turisti diminuiscono tra coloro che vivono al Nord-Ovest (-6,5%) e, in misura più ampia, tra i residenti al Sud (-15,9%) e nelle Isole (-17,3%). Il valore pro capite più elevato dei viaggi si riscontra nel Nord-est mentre Sud e Isole mostrano i valori più bassi.

pev

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