Ue-Uk: Barnier, nessun progresso su parità condizioni e pesca


“Non ci sono ancora progressi su due aspetti fondamentali della nostra partnership. Ci devono essere garanzie solide sulla parità di condizioni, cosa che include gli aiuti di Stato e gli standard per garantire una concorrenza aperta ed equa tra le nostre imprese. Questo è un interesse condiviso da tutti e 27 Stati membri e, secondo me dovrebbe esserlo anche da parte dell’Uk. Inoltre, dobbiamo raggiungere un accordo su una soluzione equilibrata e sostenibile, di lungo periodo, sulla pesca”.

Lo ha detto il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit, Michel Barnier, al termine del nuovo round di colloqui con il Regno Unito sulle future relazioni, che si è tenuto questa settimana a Londra.

“Questi due punti non sono una sorpresa. Stiamo ripetendo la stessa cosa dall’inizio dei negoziati, non solo questo anno ma negli ultimi tre anni. Questi punti sono delineati in modo esplicito nella dichiarazione politica che rimane il quadro di questi negoziati per noi. Chiediamo che questo impegno politico venga trasformato in un testo legale, nulla di più”, ha aggiunto.

Barnier ha spiegati che “su questi due punti il Regno Unito non ha mostrato la volontà di superare lo stallo. Sulla parità di condizioni Londra si rifiuta di impegnarsi a mantenere standard elevati. Sugli aiuti di Stato non abbiamo fatto alcun progresso e questo è molto preoccupante e il tempo sta scadendo. Se l’Uk vuole riconquistare la sua autonomia regolamentare per noi va bene ma se vuole usarla per distorcere la concorrenza no. Londra ci ha detto che ha bisogno di certezza per le sue imprese ma questo non può avvenire alle spese, nel lungo periodo, delle nostre imprese. Lasciate che sia molto chiaro: un accordo meno ambizioso sui beni e i servizi non farà sì che l’Ue abbandoni le richieste sulla parità di condizioni”.

“Sulla pesca il Regno Unito sta chiedendo la totale esclusione delle navi europee dalle sue acque ma questo non è accettabile”, ha proseguito Barnier, sottolineando che “l’Uk sarà uno Stato costiero indipendente e l’Ue lo rispetta ma i beni comuni devono essere gestiti congiuntamente in linea con il diritto internazionale e con il principio della gestione sostenibile delle risorse. Ogni accordo non può portare alla distruzione parziale dell’industria sella pesca dell’Ue. Dobbiamo raggiungere una soluzione equilibrata e di lungo periodo sulla pesca proteggendo i pescatori le cui vite dipendono da questo”.

Barnier ha sottolineato che “l’Ue ha sempre insistito che una partnership con l’Uk deve includere la parità di condizioni e un accordo equo sulla pesca. Questo significa che, sulla base del suo rifiuto di garantire una concorrenza aperta e giusta e un accordo sulla pesca equilibrato, il Regno Unito rende un accordo improbabile a questo punto”.

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Ue-Uk: Barnier, nessun progresso su parità condizioni e pesca 

“Non ci sono ancora progressi su due aspetti fondamentali della nostra partnership. Ci devono essere garanzie solide sulla parità di condizioni, cosa che include gli aiuti di Stato e gli standard per garantire una concorrenza aperta ed equa tra le nostre imprese. Questo è un interesse condiviso da tutti e 27 Stati membri e, secondo me dovrebbe esserlo anche da parte dell’Uk. Inoltre, dobbiamo raggiungere un accordo su una soluzione equilibrata e sostenibile, di lungo periodo, sulla pesca”.

Lo ha detto il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit, Michel Barnier, al termine del nuovo round di colloqui con il Regno Unito sulle future relazioni, che si è tenuto questa settimana a Londra.

“Questi due punti non sono una sorpresa. Stiamo ripetendo la stessa cosa dall’inizio dei negoziati, non solo questo anno ma negli ultimi tre anni. Questi punti sono delineati in modo esplicito nella dichiarazione politica che rimane il quadro di questi negoziati per noi. Chiediamo che questo impegno politico venga trasformato in un testo legale, nulla di più”, ha aggiunto.

Barnier ha spiegati che “su questi due punti il Regno Unito non ha mostrato la volontà di superare lo stallo. Sulla parità di condizioni Londra si rifiuta di impegnarsi a mantenere standard elevati. Sugli aiuti di Stato non abbiamo fatto alcun progresso e questo è molto preoccupante e il tempo sta scadendo. Se l’Uk vuole riconquistare la sua autonomia regolamentare per noi va bene ma se vuole usarla per distorcere la concorrenza no. Londra ci ha detto che ha bisogno di certezza per le sue imprese ma questo non può avvenire alle spese, nel lungo periodo, delle nostre imprese. Lasciate che sia molto chiaro: un accordo meno ambizioso sui beni e i servizi non farà sì che l’Ue abbandoni le richieste sulla parità di condizioni”.

“Sulla pesca il Regno Unito sta chiedendo la totale esclusione delle navi europee dalle sue acque ma questo non è accettabile”, ha proseguito Barnier, sottolineando che “l’Uk sarà uno Stato costiero indipendente e l’Ue lo rispetta ma i beni comuni devono essere gestiti congiuntamente in linea con il diritto internazionale e con il principio della gestione sostenibile delle risorse. Ogni accordo non può portare alla distruzione parziale dell’industria sella pesca dell’Ue. Dobbiamo raggiungere una soluzione equilibrata e di lungo periodo sulla pesca proteggendo i pescatori le cui vite dipendono da questo”.

Barnier ha sottolineato che “l’Ue ha sempre insistito che una partnership con l’Uk deve includere la parità di condizioni e un accordo equo sulla pesca. Questo significa che, sulla base del suo rifiuto di garantire una concorrenza aperta e giusta e un accordo sulla pesca equilibrato, il Regno Unito rende un accordo improbabile a questo punto”.

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